Linea di ricerca
Fede e intelligenza artificiale
Quando la preghiera è dettata a un assistente, l’omelia è riassunta da un algoritmo e il dubbio di fede è digitato in un campo di ricerca, che cosa cambia nell’esperienza religiosa? È la domanda che guida il dottorato di Padre Jocleilson ed è ciò che egli porta in parrocchie, seminari e università.
Da dove nasce la domanda
La ricerca è cominciata lontano dalla tecnologia: dalla crescita dei brasiliani che, nel Censimento del 2022, hanno dichiarato di non avere religione. Non sono, in maggioranza, atei. Pregano, accendono candele, chiedono la benedizione, seguono predicatori sui social. Il sacro non è scomparso; si è spostato dall’istituzione al flusso di informazione. È a questa forma di religiosità che il Padre e il suo coautore hanno dato il nome di inforsacralità.
L’intelligenza artificiale entra come il passo successivo di questo spostamento. Se la fede era già mediata dagli schermi, ora è mediata da sistemi che rispondono, consigliano e, sempre più, sembrano comprendere. Gli assistenti spiegano il Vangelo, generano preghiere, simulano confidenti. Ciò che era strumento comincia a funzionare come oracolo.
L’enciclica
Nel maggio 2026 Leone XIV ha dedicato la sua prima enciclica alla persona umana nell’era dell’intelligenza artificiale. La Magnifica Humanitas chiede che si «disarmi» la tecnica: non rifiutarla, ma impedire che il potere tecnologico si converta in diritto di governare. Il documento attraversa il lavoro precario che addestra i modelli, l’estrazione dei minerali, la manipolazione dell’attenzione e la tentazione di sostituire la relazione umana con la sua imitazione.
Il Padre ha percorso il testo capitolo per capitolo in una serie di video e lo presenta a vescovi, università e comunità, sotto un titolo che riassume la sua lettura: «quando il Papa è più laico delle Big Tech». È la lettura di un pastore che conosce il sertão e di un filosofo formato a Roma: l’enciclica non è un documento sulle macchine, è un documento su ciò che ci rende umani.
La tesi
Nel dottorato in Scienze delle Religioni della PUC Goiás, sotto la guida del Prof. Dr. José Reinaldo Felipe Martins Filho, l’indagine va dal concetto di essere in Heidegger alla diagnosi dell’esaurimento in Byung-Chul Han. La domanda è che cosa accada all’ethos religioso quando viene misurato sull’efficacia: una fede valutata per prestazione, coinvolgimento e risultato smette di essere incontro e diventa un compito in più.
Il lavoro non è solitario. Fa parte del gruppo della RELEREA, rete lusofona di studi su religione, spiritualità e arte, partecipa al progetto internazionale di filosofia cattolica in America Latina dell’ODUCAL ed è revisore delle riviste Caminhos e Fragmentos de Cultura.
Che cosa propone
- Discernimento prima dell’adozione. Parrocchie e diocesi hanno bisogno di criteri chiari prima di introdurre assistenti di IA nella catechesi, nella comunicazione e in segreteria.
- Formazione dei formatori. Seminaristi e operatori pastorali devono capire come funzionano i sistemi, per non trattarli né come neutrali né come nemici.
- Ascolto dei senza religione. La stessa rete che disperde può essere luogo di incontro, se la Chiesa impara a parlare dove le persone sono.
- Ricerca con dati reali. Da qui lo strumento che analizza i sentimenti espressi nei commenti ai video religiosi: misurare, e non supporre, ciò che la fede digitale produce.
In questo tema
Testi e interventi
Pubblicazioni
Conferenze e convegni
- Encíclica Magnifica Humanitas: quando o Papa é mais laico do que as Big Techs
- Entre identidade e pluralidade: filosofia, universidade e cristianismo na América Latina
- Redes sociais e a reconfiguração do sagrado: percepções sobre o impacto da conectividade entre os jovens
- Inforcracia: a distopia digital da vida algorítmica
In video